Uno dei problemi più grossi per Google son sempre stati i continui bug e falle presenti su Android. Spesso tali errori comportano danni molto gravi, alcuni di essi ad esempio, potrebbero dare libero accesso al dispositivo e ai dati sensibili contenenti in esso potrebbero finire sulle mani sbagliate.

Il colosso di Mountain View per tutelare la sicurezza dei suoi utenti, da tempo adopera una strategia molto performante: oltre al suo team di tecnici interno, per fixare bug più gravi si affida a società di sicurezza di terze parti corrispondendo loro interessanti somme di denaro.

Le ricompense di Google registrate nel 2018: numeri da record

All’interno del programma Vulnerability Reward Program (l’acronimo è VRP) 2018 , Google ha dichiarato i dati relativi alle somme di denaro ripartite alle società che hanno risolto i problemi sul sistema operativo Android.

La somma ammonta a 3,4 milioni di dollari destinati a 317 esperti in sicurezza informatica residenti in oltre 78 paesi differenti. La metà del totale, Big G l’ha distribuita ai ricercatori che hanno scovato bug ed errori, sia su Chrome che su Android.

La società californiana ha dato vita al programma di ricompensi in denaro durante l’anno 2010. In ben otto anni, la stessa ha pagato in totale 15 milioni di dollari a tutti coloro che hanno contribuito a trovare le falle nel robottino verde.

Perché Google offrirebbe ricompense così alte?

Il programma Vulnerability Reward Program è importante, ma soprattutto offre compensi in denaro non indifferenti, poiché le stesse “incoraggiano i ricercatori a segnalare i problemi, in modo da poterli risolvere rapidamente e mantenere i dati degli utenti al sicuro”. 

Tra gli obiettivi attuali di Google, vi è quello più importante: coinvolgere alcuni ricercatori universitari esperti in legge sulla privacy e in sicurezza informatica. Attualmente il colosso californiano ha già tenuto in considerazione alcuni atenei, a cui ha concesso mezzo milione di dollari:

  • Northeastern University, Johns Hopkins e Michigan State University
  • Ruhr-Universität Bochum
  • Ecole Polytechnique Usable de Lausanne
  • Cambirdge Univerisy
  • National University of Singapore

Purtroppo nell’elenco non risultano università italiane, ma solo europee, del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America, della Svizzera e una orientale.